Il Museo fuori dal Museo: il Sentiero delle tre chiese
Un cammino nella devozione popolare per interpretare il paesaggio laterese
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Il percorso del Museo della terra prosegue all’esterno.
A sud del centro abitato si sviluppa il Sentiero delle tre chiese, che ricalca il tracciato di quella che un tempo era la strada più importante di Latera. Il filo conduttore del cammino è la devozione popolare.
Lungo il sentiero, immersi nella natura, sorgono tre edifici di culto: le chiese di San Sebastiano, di San Rocco e della Madonna della Cava.
La strada che collega le tre chiese metteva in comunicazione il paese con la “piana” di Latera o, più precisamente, con la caldera: un’area caratterizzata da un suolo di origine vulcanica particolarmente fertile, nella quale era possibile coltivare, raccogliere legname, praticare la caccia e pascolare il bestiame.
Proprio per la sua natura geologica, quest’area era ricca di minerali e ospitava miniere e cave, principalmente di ferro e zolfo.
La prima chiesa che si incontra lungo il cammino è quella dedicata a San Sebastiano, risalente alla metà del 1600. Presenta una pianta a croce greca ed è circondata da tre cappelle.
Nell’altare di destra è conservato un dipinto che raffigura san Macario abate, san Felice da Cantalice, san Francesco Saverio e sant’Isidoro al lavoro.
Quest’ultimo viene festeggiato ogni anno a Latera, nel mese di maggio, dagli eredi ideali di quella che un tempo era la corporazione dei bifolchi: coloro che lavoravano la terra servendosi di aratri trainati da vacche.
La chiesa di San Sebastiano e lo spazio adiacente costituiscono lo scenario nel quale, in occasione della festa, viene rievocato il mito di fondazione del culto del santo spagnolo. La rappresentazione è curata dal Comitato festeggiamenti Sant’Isidoro.
Proseguendo si incontra la chiesa di San Rocco, dedicata al santo invocato come protettore dalla peste. Si tratta di una piccola chiesa rurale, eretta per grazia ricevuta prima del 1578.
L’itinerario termina presso la chiesa della Madonna della Cava, nella quale venivano celebrate le più importanti ricorrenze religiose della comunità. La popolazione ha sempre confidato nella Madonna della Cava perché la proteggesse da carestie, guerre ed epidemie.
Non è possibile datare con certezza l’origine dell’edificio, ma si può ipotizzare che risalga all’inizio del XV secolo. All’interno vi erano cinque altari; sul pavimento sono ancora presenti alcune pietre tombali, testimonianza dell’ossario sottostante.
Di particolare pregio è un affresco conservato all’interno della chiesa, raffigurante san Sebastiano e attribuito ad Anton Maria Panico, pittore emiliano e allievo dell’Accademia dei Carracci.
Questo itinerario, tra natura e tradizione, offre al visitatore del Museo della terra ulteriori chiavi di lettura per interpretare il paesaggio laterese.



