La canapa: dalla coltivazione alla lavorazione

Tecniche e strumenti di una produzione tradizionale

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A Latera era consuetudine riservare alla coltivazione della canapa una parte dei campi più vicini al borgo e caratterizzati da una terra più grassa. Questi terreni erano chiamati canepai.
La canapa veniva seminata molto fitta tra marzo e maggio e raccolta nel mese di agosto. L’intero lavoro di semina, estirpatura e preparazione delle fibre in matasse era svolto dagli uomini.
Di norma, la canapa veniva estirpata, raccolta in fasci e poi caricata sull’asino. Il carico, in genere, non superava una soma, corrispondente a circa quattro fasci, e veniva trasportato al lago di Mezzano.
Qui uno specialista si occupava dell’ammollo dei fasci, operazione per la quale veniva regolarmente retribuito in denaro. L’acqua non doveva essere corrente e i fasci venivano appesantiti con pietre per impedirne il galleggiamento. Restavano a macerare per otto o dieci giorni.
Passato questo intervallo di tempo, venivano riportati in superficie e ciascun proprietario recuperava i propri, li slegava e li stendeva al sole lungo le sponde dello stesso lago di Mezzano.
L’asciugatura durava almeno un giorno. A sera venivano nuovamente caricati sull’asino e trasportati al borgo.
Nei pressi dell’abitato ampi spazi erano riservati alla stigliatura delle fibre. Erano lontani dalle abitazioni, perché l’operazione produceva una notevole quantità di polvere. Le fibre venivano poste nell’ammaccatoio per essere scannucciate, separando il tiglio dallo stelo legnoso per mezzo della scotola, detta costa, una sorta di coltello di legno a forma di sciabola.
Per la pettinatura venivano utilizzati tre pettini di ferro di diverso spessore. Da questa operazione si ottenevano infine le mannette, le matasse e, con gli scarti, la stoppa.
Le stoffe ricavate dalla canapa erano fondamentali nella vita quotidiana contadina: robuste e durevoli, venivano utilizzate per realizzare lenzuola, sacchi, tovaglie, corde e indumenti da lavoro.
La loro produzione rappresentava una risorsa essenziale per l’economia locale e testimonia ancora oggi un sapere tecnico profondamente radicato nella cultura materiale del territorio.

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