La sala polifunzionale e la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale
La poesia estemporanea in ottava rima come pratica viva da tramandare
Video con sottotitoli in italiano
Video in LIS
Video with English subtitles
Questa sala, meno colma di oggetti rispetto alle altre, è secondo me la più importante. È uno spazio che, proprio in quanto vuoto, può riempirsi continuamente di nuovi contenuti.
Qui, per esempio, presentiamo i risultati delle ricerche promosse dal Museo. Sempre qui, nel corso degli ultimi anni, abbiamo organizzato laboratori per la realizzazione di cesti in fibra vegetale. Ed è ancora qui che viene ospitato ogni anno, ormai da oltre vent’anni, un incontro interregionale di poesia estemporanea in ottava rima.
L’ottava rima popolare è una forma di improvvisazione poetica che si basa sul metro dell’epica cavalleresca, sul modello dell’Orlando furioso. Ogni strofa è composta da otto versi di undici sillabe ciascuno, legati dallo schema metrico ABABABCC. Il primo verso fa rima con il terzo e con il quinto, il secondo con il quarto e con il sesto, mentre il settimo e l’ottavo sono uniti da una rima baciata.
Dato un tema, oppure una coppia di temi antitetici scelti dal pubblico presente in sala, due poeti si confrontano in quello che viene chiamato “contrasto”. Lo fanno attraverso versi pensati e cantati sul momento, sostenendo ciascuno una diversa posizione rispetto all’argomento proposto.
I temi affrontati dai poeti sono spesso legati all’attualità, alla sfera lirica o al mondo della letteratura epica, ma non soltanto.
L’incontro dei poeti a Latera si svolge in occasione della festa agricola di Sant’Isidoro, patrono della bifolcina, ovvero di quella che un tempo era la corporazione dei vaccai.
Tutto ebbe inizio quando Fulvia Caruso, etnomusicologa e direttrice del Museo nei primi anni Duemila, rinvenne proprio a Latera un foglietto volante datato 1914 contenente un poemetto in ottava composto da Luigi Freddiani e dedicato alla ricorrenza della festa del santo.
Da quel ritrovamento nacque l’idea di dare vita a un incontro annuale di poesia a braccio.
I più anziani ricordano come, in passato, anche in paese vi fossero poeti improvvisatori, sebbene oggi si stia progressivamente perdendo la memoria di molti di loro. È però rimasta una particolare attenzione, una competenza nell’ascolto, che fa sì che questo incontro sia ancora oggi molto apprezzato e partecipato.
L’appuntamento rappresenta per il Museo della terra di Latera un’importante occasione per adempiere alla propria missione, che non si esaurisce nella ricerca e nella conservazione, ma comprende anche l’organizzazione di eventi finalizzati alla rimessa in circolazione di saperi e abilità, contribuendo così alla salvaguardia attiva dei patrimoni, specie di quelli immateriali.
Nel caso dei saper fare e delle competenze performative, questa salvaguardia può avvenire soltanto creando occasioni nelle quali ai portatori di tradizione venga data la possibilità di esibirsi e, allo stesso tempo, al pubblico venga offerta l’opportunità di sviluppare una cultura dell’ascolto e un interesse capaci di generare domanda e attivare un circuito virtuoso di trasmissione e continuità.
Significa offrire all’ottava rima, come a qualsiasi altra abilità di questo tipo, una concreta possibilità di futuro.



